Felsina sempre pittrice

L’esposizione è dedicata ai 30 dipinti raccolti nell’ultimo biennio dalla Fondazione Carisbo, mediante acquisizioni e donazioni di opere bolognesi risalenti al periodo compreso tra il Cinquecento e il primissimo Ottocento. La Fondazione ha compiuto una vera e propria scelta di campo: accantonando momentaneamente le testimonianze artistiche dei “grandi” e già noti - Carracci, Guido Reni e Guercino - si è concentrata sulla ricerca e la riscoperta di artisti “minori”, secondari ai primi solo per celebrità ma non per qualità.

 

Tra i quadri più significativi presentati in mostra si colloca il Ritratto di Ippolita Lambertini Gozzadini (1610 circa), eseguito da Alessandro Tiarini, disperso nel 1906 con la vendita della collezione Gozzadini e oggi restituito alla città di Bologna. La tela è significativa quindi per la storia della città e del collezionismo locale, per la storia del costume e per la personalità dell’effigiata, appartenente ad una delle più influenti famiglie senatorie bolognesi e prozia di papa Lambertini.

 

Tra le curiosità della mostra rientra sicuramente la piccola tela Salvator mundi di Elisabetta Sirani: firmata e datata 1658 fu eseguita come dono per il maestro di musica della pittrice; del tutto inedita, è presentata per la prima volta al pubblico.

 

 

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Orari di apertura dal martedì al venerdì 15.30 -18.30

sabato e domenica 10.30 – 18.30
lunedì chiuso
 
Ingresso gratuito